L'ex capitano granata Gaël Genevier rompe il silenzio che lo aveva circondato nelle ultime settimane e in due interviste pubblicate questa mattina da Gazzetta e Carlino parla del suo rapporto con il presidente Piazza, confessando di essere rimasto sorpreso come tutti quanti alla notizia della mancata iscrizione della squadra e non nascondendo l'intenzione di voler rivestire la maglia della Reggiana anche in Serie D.

«L'ultima volta che ho parlato è stato davanti a tutti al Mirabello - ricorda il metronomo francese classe '82 - Negli ultimi giorni non me la sono sentita di alimentare la confusione mediatica che c'era in giro anche perché, a differenza di quello che si dice, non sapevo cosa stesse realmente accadendo». Le vacanze a Miami e la famosa foto scattata assieme al presidente hanno fatto discutere molto: «Era un viaggio programmato già da tempo, ci siamo incontrati perché tra di noi era nata stima reciproca e un buon rapporto di amicizia che coinvolge anche le famiglie, ma abbiamo parlato poco di Reggiana. Sapevo che voleva mollare ma aveva garantito l'iscrizione della squadra tramite l'aiuto di un socio. A noi giocatori non ha fatto mai mancare nulla: ho parlato con lui dopo l'esclusione dal campionato ed era a pezzi, ma è chiaro che ha commesso degli errori ed è sua la responsabilità per quanto è successo. In tanti si sono approfittati di Piazza, soprattutto il primo anno, ma l'ultima decisione è sempre spettata a lui». Alcuni compagni di squadra non hanno gradito il silenzio del capitano: «So che qualcuno è arrabbiato con me, ma non li ho traditi. Ho creduto fino all'ultimo nell'iscrizione tanto che ho disdetto la mia partecipazione al ritiro dei giocatori svincolati a Coverciano».

La partita di Siena è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Mike si è sentito derubato ed è diventato molto freddo con tutti. Credo che da quella sera in poi abbia iniziato a comportarsi da uomo d'affari, relegando in secondo piano il suo amore per la Regia. Gli ho spiegato che paradossalmente si poteva sfruttare quella vicenda per ripartire ancora più forte e che forse nella nuova stagione, avendo visto tutti l'errore di Perotti, ci avrebbero dato una mano. Ma non ha cambiato idea e così facendo la storia parlerà di tanti soldi buttati via nel modo sbagliato». I tifosi e i giocatori sono le vittime di questo fallimento: «Tutti quelli che ruotano attorno alla Reggiana sono le vittime. I tifosi per la reggianità che portano nel cuore e i giocatori perché hanno perso il lavoro». Un nuovo inizio in Serie D non è da escludere: «La Reggiana, per la storia che ha alle spalle e per la città che rappresenta, deve ripartire con un progetto forte ed ambizioso. Se ci fossero le condizioni mi fermerei più che volentieri ma da quello che capisco e leggo sui social, il mio nome viene associato ai Piazza e al fallimento della Reggiana. La vedo dura».

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