La Reggiana ha ufficialmente presentato alla stampa Davide Dionigi, nuovo allenatore della squadra. L'ex attaccante granata ha parlato con grande emozione del suo ritorno a Reggio Emilia, esprimendo gratitudine per l'opportunità ricevuta e delineando i primi passi del suo lavoro con il gruppo, che sarà subito messo alla prova domani sera nella probante gara casalinga contro la Cremonese.

«Quando si cambia allenatore, significa che qualcosa non ha funzionato - ha esordito in conferenza il presidente Carmelo Salerno - La responsabilità è di tutti: società, squadra, mister. A Cosenza si è rotto qualcosa, ed era quasi imperdonabile. Dopo il Sassuolo abbiamo visto la squadra smarrita e abbiamo deciso di intervenire. Dionigi è stato più volte vicino alla Reggiana e siamo felici di averlo qui. Spero che questo sia l’inizio di un lungo percorso, perché la continuità tecnica è fondamentale per la crescita della società».

«Voglio innanzitutto ringraziare mister Viali per il lavoro svolto - ha poi proseguito il ds Marcello Pizzimenti - Nel calcio ci sono momenti che portano a un cambiamento, ed è stato così anche per noi. Con Dionigi c’era già stato un forte interesse in passato quando lavoravo con Goretti: lo conosciamo bene, sappiamo come lavora, il suo approccio con i giocatori e la sua idea di calcio. Ora però non serve guardarsi indietro, dobbiamo concentrarci su queste sette finali. Abbiamo bisogno del sostegno della città, dei tifosi e di chi scrive: tutti insieme possiamo raggiungere il nostro obiettivo».


«Sono passati alcuni anni, ma rivedo con piacere figure amiche - ha esordito davanti ai microfoni il nuovo tecnico classe '74 - Quando ero un giovane calciatore, ero dall'altra parte e oggi mi ritrovo qui con un ruolo diverso. Innanzitutto, voglio ringraziare William Viali, un amico: quello che è successo fa parte del nostro mestiere e so cosa si prova in momenti come questi. Desidero anche ringraziare la società, la proprietà e chi ha deciso di affidarmi questa responsabilità in un momento così delicato. Spero con tutto il cuore, e sottolineo la parola cuore, di ripagare la fiducia che mi è stata data».

Allenare la Reggiana da reggiano che effetto fa?
«Essere qui per me ha un valore speciale: sono reggiano, la mia famiglia vive qui, ho mia madre, nipoti, sorelle, cognati. Vi confesso che il primo giorno ho provato un po' di emozione. Mentre mi recavo al centro sportivo, ho rivisto tanti luoghi del mio passato. Ricordo quando il grande mister Marchioro mi diceva di dormire alla torretta di Villa Granata, e anche quando ho pranzato con la squadra qualche giorno fa nella zona riqualificata delle Officine Reggiane, dove mio nonno ha lavorato una vita, ho provato sensazioni importanti. Sono stati momenti emozionanti, ma una volta superato questo, mi sono concentrato subito sul lavoro».

In che modo ha approcciato questi primi giorni?
«Ci siamo subito immersi a 360 gradi per capire velocemente le esigenze della squadra. Abbiamo un giorno in meno per preparare la partita con la Cremonese, quindi abbiamo dovuto essere rapidi nel comprendere l’ambiente, i giocatori e le situazioni più urgenti. Sono abituato a prendere in mano squadre in momenti di difficoltà, come dimostra la mia storia. In questi giorni ho trovato un gruppo disponibile e desideroso di farcela. Ho chiesto ai giocatori di responsabilizzarsi, perché dobbiamo essere sinceri e riconoscere il momento che stiamo vivendo. Non possiamo sbagliare e loro lo sanno bene. Il mio compito sarà trasmettere fiducia e dare loro ciò di cui hanno bisogno per reagire. Per ora ho chiesto poche cose, ma chiare. Le sensazioni sono positive: ho trovato un ambiente compatto, non solo tra i giocatori, ma anche tra chi lavora con loro. Qui ci sono persone perbene, che tengono alla Reggiana».

Quanto sarà importante il sostegno dei tifosi granata in questo momento così difficile?
«Sarà fondamentale. Io sono reggiano e so quanto questa piazza possa dare. Abbiamo bisogno dei tifosi, senza se e senza ma. Mancano poche partite alla fine e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Non è una frase di circostanza, ma una necessità: non possiamo permetterci disfattismi. Sono stato spesso sugli spalti a vedere la Reggiana e so bene come il pubblico possa spingere forte la squadra. Ricordiamoci che questo è un gruppo giovane, e i giovani hanno bisogno di entusiasmo per rendere al meglio. Incontreremo squadre forti e avremo delle difficoltà, tra diffidati e altri aspetti, ma dobbiamo andare oltre ogni ostacolo. E per farlo, avremo bisogno del supporto di tutta Reggio Emilia».

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