Dionigi: «Reggiana, contro la Cremonese voglio una squadra compatta. Facciamo scattare qualcosa dentro di noi»
«Qualche accorgimento tattico ci sarà, ma ho cercato soprattutto di infondere fiducia: in campo mi aspetto un atteggiamento voglioso. Quota salvezza? Direi 43-44 punti, serve il massimo per arrivarci. Destro? Vuole incidere, ma ora non è pronto»

Mister Davide Dionigi, dopo essersi presentato alla stampa al fianco di Salerno e Pizizmenti, in un secondo momento è entrato nel dettaglio della gara tra Reggiana e Cremonese in programma domani sera al “Città del Tricolore” nell'anticipo del trentaduesimo turno di campionato.
«Come ho già detto, per questa partita abbiamo un giorno in meno per lavorare, quindi ho cercato di intervenire su pochi concetti essenziali, due in particolare, che spero possano portare beneficio alla squadra - ha sottolineato Dionigi - Sono abituato a prendere in mano situazioni complicate e un po' le ho già vissute. Sicuramente qualche accorgimento tattico ci sarà, ma quello su cui mi sono concentrato in questi giorni è stato infondere fiducia nei ragazzi. Quando si arriva in un momento così delicato della stagione, tattica, modulo e condizione atletica contano, ma subentrando a stagione in corso bisogna dare priorità ad altri aspetti, senza tralasciare ovviamente le proprie idee».
Per quanto riguarda gli infortuni, ci sono novità?
«Purtroppo abbiamo avuto la brutta notizia dello stop di Urso, mentre Sampirisi era già fuori. Siamo contati nel reparto difensivo, anche perché Paolo Rozzio rientra ora dopo un lungo stop. Dovremo fare di necessità virtù, ma sono convinto che il gruppo abbia bisogno di coraggio, autostima e voglia. Quello che mi ha colpito in questi giorni è la loro predisposizione ad affidarsi completamente a me, e questo mi dà sensazioni positive. Mi aspetto un atteggiamento voglioso in campo, anche sapendo che affrontiamo una squadra forte come la Cremonese, che ha un organico da Serie A. Questo però deve essere uno stimolo per dimostrare che ci siamo e che ci saremo fino alla fine».
Considerando le difficoltà recenti della squadra, con la Cremonese serve vincere per forza?
«Dobbiamo giocare per fare punti, ma senza creare pressioni eccessive. Dobbiamo capire da dove veniamo e avere l'equilibrio giusto per affrontare la partita nel miglior modo possibile. Tornando alla Cremonese, posso dire che è una squadra forte, Stroppa è un amico e abbiamo giocato insieme: i grigiorossi disputano ottime gare, si muovono bene. Dobbiamo capire in poco tempo dove possiamo essere funzionali per creare loro qualche problema in entrambe le fasi. Detto questo, ce la giocheremo. Mi aspetto molto dal punto di vista mentale».
Si aspetta un filotto di risultati importanti, come accadde ad Ascoli?
«Bisogna fare punti e in questi punti servono delle vittorie. Dobbiamo raggiungere il massimo per poterci giocare la salvezza diretta o i playout».
Senza voler criticare il lavoro di Viali, dove pensa che la Reggiana sia mancata finora e da dove può ripartire?
«Non sta a me dire dove possa aver sbagliato Viali, anche perché tutti gli allenatori, me compreso, hanno vissuto esoneri. Quello che posso dire è che voglio dare un senso di compattezza alla squadra, sia tatticamente che come gruppo. Voglio che i giocatori imparino a fare qualcosa in più l'uno per l'altro. Non possiamo aspettare il gol fortuito o la scintilla che ci sblocca, dobbiamo far scattare qualcosa dentro di noi, ed è mio compito aiutarli a trovarla in queste poche partite».
Ha parlato con Viali?
«Sì, l'ho fatto. Nel calcio si creano situazioni che vanno oltre la bravura di un allenatore. A volte si viene esonerati anche quando si è in linea con gli obiettivi, come capitò a me quando ero al Cosenza e subentrò proprio Viali. Gli esoneri vanno sempre contestualizzati, e voglio spezzare una lancia a favore della mia categoria: è troppo facile giudicare solo in base a un esonero».
Ha chiesto lei l'acquisto di Destro o è stata una proposta della società?
«È stata una proposta della proprietà, che mi ha chiesto cosa ne pensassi. Ci ha colpito la voglia di Mattia di incidere subito: quando prendi giocatori d'esperienza, la fame è ciò che fa la differenza. Certo, è fermo da un po' di tempo, quindi devo trovare il modo giusto per impiegarlo e gestirlo senza forzature».
Sarà subito convocato per la partita con la Cremonese?
«No, dobbiamo essere intelligenti nella gestione per evitare rischi. Abbiamo già parlato con la società e con il giocatore stesso, che ha grande voglia ma deve usare l'intelligenza per capire quando sarà il momento giusto per scendere in campo».
Come ha trovato la squadra a livello atletico?
«In tre giorni è difficile valutare un lavoro atletico. Servirebbero test specifici, che probabilmente faremo nella prossima settimana, quando avremo più tempo. Ho analizzato i dati e ho notato che la squadra ha perso diversi punti nei minuti finali, ma questo potrebbe dipendere da molteplici fattori: fisici, mentali, tattici o emozionali. Faremo le nostre valutazioni nei prossimi giorni per avere un quadro più chiaro».
In tre giorni si può passare alla difesa a tre?
«La Reggiana ha già giocato con diversi sistemi di gioco in passato. Prima di decidere, devo valutare le caratteristiche e le attitudini dei giocatori che ho a disposizione e in difesa ci sono atleti esperti. Devo ancora valutare le condizioni attitudinali dei ragazzi, ma in momenti come questo il sistema di gioco conta, ma ci sono altri aspetti più importanti».
Restano solamente 7 partite: ha già individuato una quota salvezza?
«Credo che la salvezza si giochi intorno ai 43-44 punti, sotto questa soglia si rischia il playout. Noi dobbiamo fare punti in tutti i modi possibili. Non conta la qualità del gioco, ma non mi dispiacerebbe vedere qualcosa di positivo già domani sera».
Dal Modena in giù sono tutte invischiate nella lotta per non retrocedere?
«Con l'ultima vittoria credo che il Modena si si tirato fuori, ma la Serie B è imprevedibile: basta una serie di sconfitte per tornare in difficoltà. Penso che da quella zona in giù siano ancora tutte coinvolte, e da un certo punto di vista può essere un vantaggio per noi».
È vero che ha rifiutato diverse chiamate negli ultimi anni?
«Sì, anche nello scorso campionato avevo ricevuto 3-4 proposte da squadre nella zona calda ma rifiutai. Invecchiando ho trovato l'esperienza di capire dove si trova l'opportunità giusta: negli ultimi mesi erano capitate altre occasioni e alla fine ho scelto la Reggiana. Tornare a casa per me è il massimo, vedremo come sarà andata tra sette partite…».
In passato parlò bene di Vergara: è un giocatore che può fare la differenza secondo lei?
«Ha un grande potenziale, ma essere un top player significa avere anche mentalità e comprensione tattica. Non mancano margini di miglioramento importanti, ma adesso dobbiamo pensare al presente e restare concentrati sull'obiettivo».
Ci presenta il suo staff?
«Ho portato con me Lorenzo Sibilano come vice, abbiamo giocato insieme a Bari e ad Andria a fine carriera: lavora molto sulle palle inattive. Hiroshi Komatsuzaki, chiamatelo Hiro, lavora come match analyst studiando attentamente gli avversari e anche lui è con me da molto tempo. La novità è David Morelli come preparatore atletico. Inoltre, ho trovato uno staff già competente qui alla Reggiana, con cui c'è stata subito sintonia: quando si subentra trovare un clima unito mi ha fatto molto piacere. Infine c'è Giuseppe Liperoti, un collaboratore che mi aiuta durante gli allenamenti. Ringrazio la società per avermi permesso di portarli tutti qui, non è sempre scontato che accada».
Come è nata la collaborazione con “Hiro”?
«L'ho conosciuto quando ero a Cremona, erano i primi anni in cui si iniziavano ad inserire queste figure negli staff. Lui mi colpì e da allora è sempre stato con me».
Ha un rinnovo automatico in caso di salvezza…
«Sì, è così. Come mi è sempre capitato nelle mie esperienze passate».
Ora ha smesso di battere la Reggiana…
«Ricordo la vittoria con il Taranto in Serie C all'andata e al ritorno e l'ultimo 3-1 con il Brescia in Serie B. Si vede che mi porta bene…».