Il presidente granata Luca Quintavalli ha affidato al suo profilo Facebook un lungo messaggio dopo la rinuncia della sua squadra a prendere parte alla partita con la Salernitnana che potrerà ad una sconfitta per 3-0 a tavolino.

«Prima di tutto i calciatori sono uomini. Vivono il dramma della malattia fuori dal campo e la situazione difficile di un calcio diverso, in campo - scrive Quitavalli - Non tutti godono di contratti milionari e il loro compenso è lo stipendio di un lavoratore che dona se stesso a quel sogno di 90 minuti fatto di lacrime e sudore spesso lontano da casa. La Reggiana è stata la prima a subire il dramma della malattia a febbraio e ancora la prima oggi ad autodenunciare quel sacrosanto diritto alla salute e quindi alla vita, isolandosi nella diligente attesa della guarigione: se tutto questo non si chiama “forza maggiore” allora questo non è più calcio». «I calciatori come gli sponsor come i soci e come la gente - prosegue Quintavalli - hanno dato un aiuto concreto alla società in momenti difficili scrivendo pagine di storia che rileggeremo come monito di un passato giusto: questo rimarra’ come virtù nella storia del nostro club e della nostra città. Di questo neppure io come Presidente mai mi dimenticherò, perché il bene di uno è il bene di tutti e il bene di tutti è il bene di ognuno. Non parleremo certamente ai nostri figli tra qualche anno di 3 punti regalati perché stavamo guarendo da una pandemia globale non potendo giocare». «Stiamo uniti - conclude il presidente - Se servisse dimostrare ancora una volta al mondo non solo sportivo che per reagire bisogna subire, allora prendeteci come esempio: ne usciremo, statene certi, più forti di prima».

Anche il sindaco Luca Vecchi ha espresso il suo punto di vista tramite i propri canali social. «La Reggiana ha 18 positivi al Covid fra i giocatori e altri 5 nello staff - ha ricordato il primo cittadino - Sino a ieri erano 29. La squadra non scenderà in campo a Salerno e perderà 0-3 a tavolino. Mentre molti dirigenti anche di altre squadre invocavano la sospensione della partita nulla si è udito dai vertici del calcio italiano di serie B. Tutto questo è incomprensibile. Ci sono i regolamenti ma ci sono anche il buon senso e lo spirito sportivo che suggerisce di non infierire contro un avversario che lotta contro un virus mortale. Di questi ultimi due, in questa brutta vicenda, non c'è traccia alcuna».

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